Campagna per combattere la strategia di disinformazione contro l’EZLN


 

La Jornada – Giovedì 22 2010

HERMANN BELLINGHAUSEN

Organizzazioni e collettivi aderenti alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona hanno lanciato la campagna nazionale ed internazionale “Migliaia di rabbie, un cuore: viva le comunità zapatiste”, con l’obiettivo di “combattere la strategia di disinformazione e bugie, così come il vuoto mediatico rispetto alla repressione e persecuzione contro le comunità; denunciare i responsabili, ai diversi livelli di governo, partiti, impresari, piani di ‘sviluppo’, forze repressive e gruppi paramilitari”.

Inizialmente è convocata, a partire dal prossimo giorno 24, da circa 40 organizzazioni e collettivi dell’Altra Campagna, e da organizzazioni ed individui aderenti alla Zezta Internazional in Svizzera, Stato spagnolo, Grecia, Argentina, Cile, Colombia, Italia, Brasile e Francia, che affermano:

“Dalla sollevazione armata dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN), questo è stato oggetto di attacchi, persecuzioni ed aggressioni nel tentativo del malgoverno di distruggere coloro che annunciano l’esistenza di un altro mondo possibile. Tuttavia, la resistenza e la lotta delle comunità zapatiste, insieme agli uomini e alle donne del Messico e del mondo, ha fatto fallire questa offensiva ed i compagni hanno progredito nella costruzione della propria autonomia, esperienza che è stata e continua ad essere esempio per le molte lotte di quelli che stanno in basso”.

Dal processo organizzativo dell’EZLN “che ha sempre lanciato ponti”, si dice nella convocazione, nasce la sesta dichiarazione, un appello “ad organizzarsi con loro in una lotta nazionale anticapitalista”, e che il governo “vede nell’Altra Campagna una minaccia reale al suo potere ed al suo sistema”.

Con la repressione del 3 e 4 maggio 2006 ad Atenco “inizia la strategia repressiva per frenare l’avanzata dell’Altra Campagna, mentre si intensificano le aggressioni alle comunità”.

Così, negli ultimi quattro anni la repressione contro l’EZLN e l’Altra Campagna è stata costante”, sottoforma di sparizioni, prigione, persecuzione paramilitare, minacce ed omicidi. “Molti sono stati gli sforzi per denunciare, resistere e combattere la repressione” che inoltre “vuole cancellare il diritto delle persone di decidere del proprio destino”.

Sebbene la repressione “sia stata costante, questa è cresciuta a partire dal 2009”, quando inizia una nuova tappa di aggressioni alle comunità che continuano “in diversi punti del territorio zapatista” dove esistono interessi economici, “hanno il proposito di distruggere la loro lotta e la possibilità di costruire relazioni sociali diverse da quelle capitaliste”.

Di fronte alle aggressioni in atto in, i convocanti sostengono: “Ci muove qualcosa che ci hanno insegnato i compagni zapatisti con la loro pratica etico-politica: che nella lotta sono importanti la strada ed il viandante, e che la costruzione di un altro mondo inizia da come ci rapportiamo tra di noi, imparando a prenderci cura del compagno”.

I convocanti indicano come riferimento delle attività della campagna che incomincia questo sabato, il 17 novembre, anniversario della fondazione dell’EZLN, data per “una mobilitazione nazionale ed internazionale”. http://www.jornada.unam.mx/2010/07/22/index.php?section=politica&article=018n1pol

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

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