Non facciamo politica attraverso i partiti e d’ora in poi ci esprimeremo solo attraverso comunicati
AI MEZZI DI COMUNICAZIONE ONESTI
AI POPOLI DEL MESSICO E
DEL MONDO
ALLE ORGANIZZAZIONI SOCIALI
ALL’ALTRA CAMPAGNA
A un mese dal brutale delitto di Alberta Cariño Trujillo y
Jyri Antero
Jaakkola, e dopo che un gruppo di donne e bambini veniva privato
illegalmente della propria libertà, gruppi difensori e
osservatori dei
diritti umani hanno ascoltato la nostra voce di richiesta d’aiuto
e hanno
deciso di portare una speranza di alimentazione, pace e giustizia
a San
Juan Copala.
Il crudele silenzio del governo dello Stato rivela chi sa di
essere
corresponsabile di questo codardo fatto; questa impunità
permanente è il
motivo principale che muove chi, il 20 di maggio, ha spinto la
mano di chi
esegue gli ordini del potente, continuando a portare il lutto
nelle nostre
comunità, assassinando il nostro compagno Timoteo Alejandro
Ramírez e la
sua sposa Tleriberta Castro Aguilar.
Timoteo è stato senza dubbio la persona che con la sua parola
e il suo
esempio ha risvegliato molti triqui che nel 2006 hanno deciso di
lasciare
le organizzazioni nelle quali militavano e recuperare la propria
capacità
di dirigere, i proprio destini e quelli delle loro comunità. È
così che
nasce il movimento di unificazione e lotta triqui indipendente. La
stessa
organizzazione, il 20 gennaio del 2007 coglie il suo primo
risultato di
unità nella creazione del municipio autonomo di San Juan Copala.
Tutto
questo processo non sarebbe comprensibile senza la saggia
direzione di
Timoteo, il quale aveva come massima qualità l’amore per il suo
popolo.
Ci rivolgiamo nuovamente a voi, compagni delle organizzazioni
non
governative, organizzazioni dei diritti umani, aderenti all’Altra
Campagna
e a tutta la gente con un buon cuore, per sollecitarvi affinché
esigiate e
vigiliate assieme a noi questi crimini e tutte le ingiustizie che
il
potente ordina affinché il nostro popolo venga castigato. È
necessario dire
che in questi 3 anni la persecuzione paramilitare ai danni del
nostro
popolo non è cessata; giorno dopo giorno stanno cercando di
mettere fine
alla resistenza in modo da farci abbandonare il nostro municipio,
il quale
è per loro un simbolo di dignità e resistenza che non possono
sopportare.
Per questo motivo è certamente una bella speranza di vita la
Carovana
“Bety Cariño y Jiri Antero” che arriverà al nostro villaggio
il giorno 8 di
giugno. Ma allo stesso tempo è necessario chiarire che
ringraziamo di tutto
cuore tutti quelli che si sono solidarizzati con la nostra causa,
senza
dimenticare che il nostro progetto ha come obiettivo finale
l’autonomia, la
quale porterà sicuramente la giustizia, la pace e lo sviluppo al
nostro
territorio. È pertanto fondamentale che tutti capiscano che non
condividiamo la politica attraverso i partiti, dato che sappiamo
per
esperienza che questi sono gli strumenti che il potere utilizza
per
dividere e contrastare i nostri popoli. Per questo nel loro nome
portano il
titolo di ciò che soffrono; “partiti”, divisi. Invece nel
nostro villaggio
siamo uniti perché ordina e decide l’assemblea. Speriamo che
siate
rispettosi del progetto che stiamo difendendo, incluso con la vita
e che
nessuno voglia lottare per la nostra causa per ottenere garanzie
economiche
e politiche per il proprio gruppo.
È per questo che vi chiediamo, a tutte le persone e
organizzazioni
Internazionali, del Nord e centro del Paese che vogliono
accompagnarci, che
passino a registrarsi e a chiedere informazioni nel presidio che
manteniamo
nello Zocalo del Distretto Federale, e alle persone e
organizzazioni di
Oaxaca e del sud della Repubblica che si registrino e che si
informino da lunedì a venerdì dalle 10 del mattino alle 14 del
pomeriggio
al Tel. 5141634. Gli assistenti devono venire con un’attitudine
di rispetto
e solidarietà, senza attitudine di protagonismo né provocazione;
noi stessi
ci occuperemo di coordinare e dirigere la carovana.
Infine, informiamo i mezzi di comunicazione che, a partire da
questa data
diremo unicamente la nostra parola attraverso i comunicati, in
quanto
riteniamo che non parlando lo spagnolo in maniera chiara e
precisa, alcuni
giornalisti abbiamo mal interpretato le nostre parole scrivendo
nei propri
quotidiani cose che non volevamo dire. Questo ha provocato una
seria
chiamata d’attenzione da parte della nostra assemblea
comunitaria; la
stessa che ha preso questo accordo e ci ha dato il mandato. In
questo modo
vi faremo arrivare la nostra voce e ringraziamo sinceramente chi
gentilmente voglia pubblicarla.
28 DE MAYO DEL 2010.
RISPETTOSAMENTE
PER IL MUNICIPIO AUTÓNOMO DE SAN JUAN COPALA
MAXIMINO DE JESÚS LÓPEZ
ADALBERTO HERNÁNDEZ ÁLVAREZ
CASIMIRO MARTÍNEZ AGUILAR
