Los de Abajo – L’assedio di Copala


La Jornada – Sabato 16 maggio 2010

Gloria Muñoz Ramírez

I 3 mila 500 triquis di San Juan
Copala, Oaxaca, sono accerchiati, senza rifornimenti, senza luce e
senza acqua da sei mesi. A partire dall’imboscata paramilitare
guidata da membri dell’Unità di Benessere Sociale della Regione
Triqui (Ubisort), di filiazione e promozione priista, nella quale
hanno ucciso due attivisti dei diritti umani il 27 aprile scorso, in
Messico ed in molte parti del mondo sono state organizzate
manifestazioni ma fino ad ora non si è riusciti a rompere l’assedio
ed ormai si parla poco della gente del municipio, la cui situazione è
peggiorata.

Gli abitanti di Copala resistono, ma li stanno
asfissiando dentro la loro comunità. Conoscere la loro situazione e
portare cibo e medicine era l’obiettivo della carovana aggredita
dall’Ubisort. E questo stesso scopo persegue ora, nonostante i gravi
rischi che ciò implica, una nuova carovana di pace nazionale ed
internazionale che cercherà di entrare in questo territorio il
prossimo 30 maggio.

Senza dubbio, come affermano le
organizzazioni oaxaqueñas indipendenti, il governo di Ulises Ruiz
continua a punire l’autonomia di San Juan Copala. Non gli perdona la
sua organizzazione e resistenza, perché questo municipio, l’unico
autonomo in territorio oaxaqueño, “non nasce da un capriccio,
bensì da un accordo dell’assemblea comunitaria che nasce con
l’intenzione di pacificare la regione attraverso un governo indigeno
che si regga sugli usi e costumi, senza l’intervento dei partiti e
delle organizzazioni politiche, perché siamo convinti che un governo
che comanda obbedendo porterà il perdono, la riconciliazione e la
pace dei nostri villaggi, per lo sviluppo sociale a cui tanto
aspiriamo”.

Non può esserci miglior esempio del
pericolo che corre questa comunità che la sparatoria con cui è
stata intercettata la carovana precedente. L’imboscata ha rafforzato
in maniera allarmante la necessità di presenza nazionale ed
internazionale nella zona. “Abbiamo bisogno di tutti affinché
giungiamo ad accordi politici che rompano definitivamente l’assedio
paramilitare, economico, politico, sociale, mediatico e di fame che
deve affrontare il nostro popolo”, segnalano i triquis di Copala.

Si aprono molte incognite sulla prossima carovana. Il
pericolo è reale quanto l’annuncio della stessa Ubisort, che in
questi momenti mantiene il controllo della zona senza alcuna autorità
che la fermi. Per questo motivo saranno rafforzate le misure di
sicurezza e si sta organizzando il coordinamento delle organizzazioni
che compongono la nuova brigata, perché urge la solidarietà e non è
il momento di fermarsi.
http://www.jornada.unam.mx/2010/05/15/index.php?section=opinion&article=017o1pol

losylasdeabajo@yahoo.com.mx

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

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